Resistere, Resistere, Resistere

Resistenza alla dittatura interNazi[onalsociali]sta = Resistenza all'invasione straniera = Resistenza al genocidio del popolo italiano




mercoledì 16 marzo 2016

Viktor Orbán: l'Europa apre le porte alle invasioni barbariche

Un grande uomo rimasto fedele al suo popolo.
15 marzo 2016, Budapest, nel giorno della festa nazionale ungherese, detto anche Giorno della Rivoluzione.


«In Europa non abbiamo più il diritto di dire la verità. 
Oggi, 168 anni dopo che le nazioni europee hanno combattuto per la loro libertà, l'Europa, la nostra casa comune, non è più libera. Perché libertà significa poter dire la verità, e in Europa oggi è proibito dire la verità. Non abbiamo il diritto di dire ad alta voce che siamo minacciati da nuove invasioni barbariche, portatrici tra l'altro di terrorismo e criminalità nel nostro continente. 
Gli europei non hanno neanche il diritto di affermare, come è evidente, che l'ondata migratoria non è accidentale, ma qualcosa di programmato da molto tempo, un processo controllato e pilotato. 
Gli europei tuttavia si stanno svegliando lentamente, e stanno cominciando a rendersi conto che il loro futuro è in pericolo. Non possiamo lasciare che Bruxelles si metta al di sopra della legge. 
Non permetteremo che spargano i frutti avvelenati delle loro politiche migratorie cosmopolite. In Ungheria non ci saranno quartieri fuori legge, rivolte, bande straniere a cacciare le nostre mogli e figlie. A causa dell'attuale invasione si stanno mettendo a rischio non solo i risultati ottenuti finora ma anche la possibilità di un futuro promettente. É a rischio la stabilita finanziaria, l’ordine pubblico e la cultura nazionale. L’anno 2015 ha messo fine ai tempi in cui la protezione e la sicurezza dell’Europa erano garantite.  Il futuro dell’Europa è compromesso non solo da quelli che vogliono venirci, ma soprattutto da quei leader politici, economici ed intellettuali che cercano di trasformare il continente europeo contro la volontà dei suoi cittadini. Si è creata la più bizzarra coalizione nella storia mondiale, tra trafficanti, attivisti dei diritti civili e politici al vertice, per trasportarci milioni di invasori. A Bruxelles e in alcune capitali europee la cosmopolita elìte intellettuale è contro la maggioranza delle persone. Viene costruito il mondo delle società parallele che sopprime il nostro mondo. Ma l’Europa è Hellas e non è Persia, è Roma e non è Cartagine, è cristianesimo e non è califfato.
La politica migratoria è appoggiata dagli unionisti, quelli che immaginano la EU come “Stati Uniti d’Europa”, mentre quelli che vogliono l’Europa delle nazioni libere la pensano diversamente.
Bisogna fermare Bruxelles perché con la sua folle politica va contro la volontà e la sovranità dei cittadini. Bruxelles non può mettersi contro il popolo europeo. L’Unione Europea non può essere una specie di Unione Sovietica in nuova veste. L’Europa non può e non deve rinunciare ai suoi valori millenari.Insegneremo loro, ai trafficanti e ai migranti che l’Ungheria è un paese sovrano, e che ci si entra solo se si rispettano le leggi e se si obbedisce alle persone in uniforme.
L’Ungheria deve avere tutto il suo coraggio, perché Bruxelles minaccia anche rappresaglie finanziarie. Si può agire, creare, adesso ha senso procedere con veemenza e autostima. Viva l’Europa, viva gli ungheresi!»

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