Resistere, Resistere, Resistere

Resistenza alla dittatura interNazi[onalsociali]sta = Resistenza all'invasione straniera = Resistenza al genocidio del popolo italiano




lunedì 29 febbraio 2016

Sono i laureati che ci stanno distruggendo.


Per quanto possa sembrare a prima vista semplicistico e generalizzante, si osserva e si può affermare il fatto che è la classe dei “laureati” quella che ci sta distruggendo, la più acculturata e quindi più fornita delle sovrastrutture necessarie di assorbimento del pensiero dominante.
E’ la classe del "pensiero medio", potremmo dire.
Non istintivo e spontaneo come quello del popolo "basso", semplice e ignorante, ma sano.
E neanche quello delle menti più "alte", in grado di ricevere e gestire i contenuti esterni in maniera equilibrata, e grazie a ciò pienamente autonome se pur aperte all'esterno.
I “laureati”, quelli del “pensiero medio”, sono il nucleo trainante del gregge, la massa più manovrabile e funzionale, le cui sovrastrutture culturali, inserite su menti modeste, cioè non sufficientemente strutturate, intellettualmente, o più spesso psicologicamente, ne consentono l'imbrigliatura. 
E' questa la classe più influenzabile e quindi più prona al potere, adeguata a rendersi sua serva e strumento, perchè più predisposta al controllo mentale, e che si presta poi alla mediazione culturale e alla trasmissione e diffusione del virus dell’alienazione “politicamente corretta”.
Diversamente, la classe meno colta, più popolare, semplice e istintiva, ha reazioni sane, poichè non fornita di sufficienti strumenti "culturali" per ricevere appieno e nelle profondità dell’inconscio le istruzioni dell'attuale totalitarismo mercatistico globale, che utilizza essenzialmente strumenti "culturali" per orientare le greggi, attraverso l'arma mediatica.
Così come anche sane sono ovviamente le reazioni delle menti migliori e più ben costruite, in cui la sovrastruttura culturale si inserisce su solide basi strutturali e usufruisce di una equilibrata gestione mentale complessiva, senza prevalere né alterare gli altri elementi. Grazie a tali strumenti di autodifesa, esse sono immuni al lavaggio del cervello e difficilmente influenzabili dall’azione di controllo mentale. 
Naturalmente ci sono poi anche eccezioni e commistioni varie, e situazioni di confine.
E' quindi la mente dei “laureati”, quella del “pensiero medio”, largamente maggioritaria, la più incline e vulnerabile alla zombizzazione di massa.
Essi sono i benpensanti progressisti e modernisti dell’odierno impero globalitario interNazista (interNazionalcapitalista) del denaro e del profitto, coloro che sono per tutto ciò che è attualmente funzionale al finanz-capitalismo terminale: 
un mondo unico senza muri e senza confini dove tutto e tutti siano innanzitutto merce, 
la “bontà” universale funzionale alla deportazione della manodopera con l'inganno umanitario, 
la dissoluzione delle diversità nell’omologazione globale, 
la distruzione delle comunità-popoli-nazioni, 
il tutto nella “libertà” libertina dei singoli individui di fare qualsiasi cosa; 
soli ma “liberi”, poiché chi è solo è inoffensivo, anche se libero. 
Il tutto condito dai più disparati “diritti” umani e civili, (mai sociali, per carità).
E’ la classe dei “laureati” che ci sta distruggendo. Coloro che furono fascisti sotto il fascismo, comunisti sotto il comunismo, e oggi sono capitalistici sotto il capitalismo.
M.Z.

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domenica 14 febbraio 2016

Sei russi su dieci rimpiangono l'Urss e il comunismo

Qualcosa di molto importante sta accadendo nella Federazione Russa. Qualcosa che potrebbe avere ripercussioni politiche internazionali nei prossimi anni. Da Mosca al Mar Nero, dalla Siberia all'estremo oriente,...


...cresce vertiginosamente il numero di chi rimpiange il passato regime comunista, anche tra i giovani e i giovanissimi. Un sondaggio condotto pochi giorni fa da una delle principali televisioni di San Pietroburgo mostra risultati a dir poco sorprendenti: il 61% dei russi ritiene che la vita fosse migliore ai tempi dell'Unione Sovietica. E soltanto il 9% ritiene il comunismo un male assoluto. La crisi economica, con un elevato tasso di disoccupazione, sta facendo comprendere ai russi che il capitalismo non è affatto quell'Eldorado che pensavano fosse alla fine degli Anni Ottanta.
La maggior parte dei pensionati vive sotto la soglia minima e quindi in stato di povertà, in alcuni casi assoluta. Non solo. Le disparità tra i ricchi e il popolo (il ceto medio di fatto non è mai nato) sono sempre più evidenti. C'è anche il fattore sicurezza. Ai tempi del comunismo il tasso di criminalità nelle grandi città e nelle campagne era molto basso. Ora, invece, la sensazione di insicurezza si respira ovunque. Politicamente, dopo la vittoria del candidato comunista in una regione dell'Oriente (prima scofitta nella storia per il partito di Putin), si sono moltiplicati i partiti e le formazioni che si rifanno al leninismo e al marxismo...
C'è la consapevolezza che la pancia del popolo russo rimpiange i fasti sovietici del passato, quando l'Urss era una super-potenza temuta e rispettata. Cosa potrà accadere ora è difficile dirlo...Anche nell'esercito, infatti, cresce il malcontento e aumentano i rimpianti per quando l'Armata Rossa (davvero rossa) dettava legge in patria e all'estero. Sul pennone più alto del Cremlino, nel cuore della piazza rossa, potrebbe presto tornare a sventolare la bandiera rossa con la falce e il martello. Con o senza Putin.



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