Resistere, Resistere, Resistere

Resistenza alla dittatura interNazi[onalsociali]sta = Resistenza all'invasione straniera = Resistenza al genocidio del popolo italiano




lunedì 29 giugno 2015

RESISTENZA ALLO STATO ILLEGITTIMO?


Uno spettro si aggira per l’Occidente: è il ricordo dello Stato nazionale, parlamentare e sovrano.
Lo Stato, con i suoi poteri, è uno strumento che una nazione costituisce per provvedere ai suoi bisogni; esso e il suo potere giuridico e politico sui cittadini sono legittimati se e in quanto sono al servizio della nazione; se non lo sono, sono illegittimi e non vanno obbediti, perché sono semplice violenza, minaccia, estorsione.
Oramai molti Stati si sono posti al servizio essenzialmente dei creditori finanziari, dei mercati finanziari globali, del sistema bancario che li dirige; sacrificano gli interessi dei loro popoli a quelli di una classe bancaria globale da cui dipendono per i propri bilanci; la loro priorità è raccogliere tasse per pagare a questi banchieri gli interessi su denaro contabile che gli Stati potrebbero generare in proprio; quindi questi Stati hanno perso la legittimità, non sono più al servizio del popolo, anzi sono in conflitto di interesse col popolo perché servono interessi di altri soggetti, hanno un altro padrone, dunque non sono più poteri legittimi per i popoli. Ne è prova il fatto che, col pretesto di risanare e rilanciare l’economia, hanno fatto scelte e riforme che hanno prodotto recessione e indebitamento, ricchezza per pochissimi e povertà per gli altri; e che, dopo visti questi risultati, insistono su quelle stesse scelte. Essi sono manovrati dall’esterno, dai loro supposti creditori, che arrivano a imporre cambi di governo.

Inoltre, questi Stati in realtà non sono più nemmeno Stati, cioè hanno perduto il carattere di statualità, poiché hanno ceduto la loro sovranità a questi poteri esterni, a un insieme di organismi non democratici e non responsabili (ECM, ESM, IMF, WB, WTO, Commissione Europea…), e hanno perso la loro indipendenza in fatto di scelte politiche interne, economiche e non, perché queste scelte e le “riforme” sono imposte da quei medesimi poteri, sotto minaccia di declassamento, default e spread mediante le agenzie di rating private.
Conseguentemente, questo Stato, anzi l’ex-Stato, si pone contro la Costituzione e i suoi principi fondamentali: democrazia, sovranità popolare, diritti del lavoro, eguaglianza sostanziale, etc.
In considerazione di quanto sopra detto, le pretese dello sedicente Stato, cioè le leggi, le tasse, i decreti, le sanzioni, anche le sentenze – se i giudici stanno dalla parte illegittima -vanno contestate come illegittime, come soprusi. I cittadini non sono giuridicamente e costituzionalmente tenuti ad accettarle e a obbedirle. Hanno il diritto di resistenza, in nome della Costituzione. Per rifondare la Repubblica, liberandosi della struttura illegittima e oppressiva che sopravvive a quello che fu lo Stato e che ne usurpa il nome. E’ anche logico non andare a votare, perché votandola le si dà un riconoscimento. Si può solo rigettarla in blocco assieme a tutti i trattati che la legano a interessi e potentati esterni.
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