Resistere, Resistere, Resistere

Resistenza alla dittatura interNazi[onalsociali]sta = Resistenza all'invasione straniera = Resistenza al genocidio del popolo italiano




mercoledì 13 aprile 2011

Tanto rumore per 25.000 immigrati ?!


Non sono 25.000, ma più di CINQUE MILIONI, che sono diventati in un attimo il 10% della popolazione italiana, di 1000 in 1000, di 10.000 in 10.000, di 25.000 in 25.000 appunto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, lentamente, inesorabilmente, sfigurando e continuando a sfigurare forse per sempre la nostra secolare identità frutto di una costante continuità storica ora spezzata di questa nostra terra.

I 25.000 di oggi si sommano ai 25.000 di ieri e ai 25.000 di domani che subito colmeranno il vuoto di quelli che lasceranno il posto non appena si saranno sparsi per l'Italia nel continuare a colonizzarla. E così via. Senza una fine, se non la nostra. E di 25.000 in 25.000 chissà a quanto arriveremo e quando ci fermeremo.

E quale incredibile velocità di autoannientamento si potrebbe anche raggiungere se le alienate masochistiche aspirazioni buoniste dell'apertura senza limiti potessero consentire a tutti gli africani, ma anche asiatici, sudamericani, etc. (...ho dimenticato qualche continente?) di trasferirsi liberamente da noi, e di essere ospitati, nutriti, curati, mantenuti ed aiutati a depredarci dell'esistenza nel soppiantarci come popolo italiano, dalle nostre "bontà" ecumeniche e misericordiose assurte ad unico criterio di valutazione sociale e politica da un'intelligenza collettiva atrofizzata di una comunità malata.
 
E così rendendo l'Italia una grande Lampedusa, quella Lampedusa che è sotto ai nostri occhi accecati rappresentazione e metafora presente, reale, concreta, ma non percepita, del modo della nostra imminente sorte, con i suoi cittadini a lamentarsi di un invasione senza che nessuno si sogni di chiamarli razzisti, vile sfregio invece sùbito pronto ad esser vomitato verso l'"italiano" cittadino quando lo stesso lamento sia emesso per il suo paese tutto.
In un groviglio e in una confusione di contenuti e di senso di un popolo invaso che si vergogna di esistere, che si impedisce di amarsi, che reprime il suo orgoglio, per essere stato efferatamente castrato nei suoi istinti vitali dalla mancanza di valore e di valori di un sistema autodistruttivo.

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