Resistere, Resistere, Resistere

Resistenza alla dittatura interNazi[onalsociali]sta = Resistenza all'invasione straniera = Resistenza al genocidio del popolo italiano




venerdì 4 febbraio 2011

I popoli cominciano a ribellarsi alle invasioni barbariche

I popoli occidentali invasi e snaturati dall'occupazione da parte di popolazioni aliene di tutto il mondo, cominciano finalmente a manifestare il loro disagio, e a considerare quello che sta accadendo un problema molto serio.
Ciò risulta da una ricerca condotta da International Trends 2010  in 8 paesi occidentali, 6 del Vecchio continente e 2 d’oltreoceano (Usa e Canada).
I più preoccupati sono gli inglesi, non a caso il popolo più deturpato nella sua identità dalle invasioni: il 65 per cento ritiene adesso che gli immigrati costituiscano un problema.
Gli italiani mandano messaggi chiari: un modo indiretto per valutare la preoccupazione consisteva nel chiedere agli intervistati (un campione di 1000 cittadini per ciascun paese) quanti pensavano che fossero gli immigrati residenti. Gli italiani hanno dato una valutazione superiore al reale: i regolari sarebbero il 25% del totale, quindi ben 15 milioni di persone (mentre, secondo l’Istat, sono 4,2 e secondo Caritas e Ismu 5 milioni).
Ciò è un indice evidente di una (sana) paura dell'occupazione straniera.
I francesi, soltanto nel 2008 e nel 2009, ritenevano in maggioranza che l’immigrazione fosse un’opportunità per il loro paese: adesso solo il 38% sostiene questo. I tedeschi sono ossessionati dal problema islamico, e si dicono convinti che le seconde generazioni di musulmani non si integreranno mai bene.
Analoga convinzione degli spagnoli, tradizionalmente aperti, ma stravolti da un tasso di disoccupazione del 20% (addirittura del 30 per gli immigrati), così in grande maggioranza (67%) sostengono che gli stranieri siano dei “ladri di welfare”, e che paghino meno tasse di quanto ricevano dallo stato sociale.
Persino gli americani, il cui paese è letteralmente fatto di immigrazione, sono preoccupati; ritengono che gli immigrati siano il 39% della popolazione (mentre sono soltanto il 14).
C'è da augurarsi che questo moto di reazione dei popoli autoctoni, in particolare quelli europei, vittime di una vera e propria colonizzazione, si innalzi sempre più prima che sia troppo tardi, in tempo per fermare la tragedia epocale in atto che sta conducendo alla loro scomparsa.

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