Resistere, Resistere, Resistere

Resistenza alla dittatura interNazi[onalsociali]sta = Resistenza all'invasione straniera = Resistenza al genocidio del popolo italiano




sabato 22 novembre 2008

22 novembre 1963 ore 12.30

Il colpo di Stato americano.

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sabato 15 novembre 2008

Biodiversità

Riporto un articolo del biologo Piero Genovesi, sull'invasione "straniera" in campo naturalistico. Notare il sorprendente parallelismo, che molti si rifiutano di considerare (la destra per cinica convenienza, la sinistra per pregiudizio buonista), con la problematica della cosiddetta immigrazione (leggasi invasione) in Italia e in Europa.
Ma forse anche Piero Genovesi è razzista?



STIAMO SUBENDO UNA VERA E PROPRIA INVASIONE. Un attacco insidioso e devastante per le specie nostrane, ma che a malapena viene percepito dalla popolazione locale. Anzi, in diverse occasioni è promosso, o comunque favorito da iniziative sconsiderate dell’uomo. Il problema è che questi invasori hanno il musetto accattivante di uno scoiattolo, o l’elegante aspetto di un visone. Eppure, per le specie nostrane, non sono meno pericolosi dell’inquinamento, o della perdita degli habitat disponibili. Quello delle specie aliene invasive è uno dei maggiori pericoli per la biodiversità. Gli “alieni” sono presenti in tutti i gruppi tassonomici, hanno colonizzato tutti gli ecosistemi terrestri, cambiando le relazioni ecologiche all’interno delle comunità, alterando i processi evolutivi e causando drastici cambiamenti nelle popolazioni native, inclusa l’estinzione. Ma c’è di più, secondo le previsioni, in futuro, queste invasioni biotiche sono destinate a diventare la causa principale di disgregazione ecologica, a causa della rapidità nella diffusione delle specie esotiche. Tutto ciò è da ricondursi alla crescente mobilità della popolazione umana, al veloce sviluppo tecnologico dei mezzi di trasporto, all’aumento del turismo e dei viaggi e al libero commercio in tutto il mondo.


Questi invasori non rappresentano solo un enorme danno alla biodiversità. Essi minacciano anche la salute e il benessere umano. Malgrado la difficoltà di stimare i costi provocati dalle specie aliene – le conseguenze delle erbacce sulla produttività dei raccolti, l’aumento dei costi per il controllo, la diminuzione di acqua disponibile, i costi di gestione per ridurre l’alterazione delle aree protette, il danno rappresentato dai patogeni introdotti, l’impatto degli organismi marini trasportati dalle acque – ragionevolmente si superano i dieci miliardi di Euro all’anno. Solo negli Stati uniti si valuta un costo annuale pari a circa 138 miliardi di dollari. Questi enormi danni hanno promosso iniziative a livello internazionale. La Convention on Biological Diversity (Cbd) del 1992, per esempio, raccomanda di “prevenire l’introduzione di specie aliene, controllarle o eradicarle, in quanto costituiscono una minaccia agli ecosistemi, agli habitat e alle specie”.
Malgrado il riconoscimento dei danni causati dagli “alieni”, svariati ostacoli limitano lo sviluppo di una seria ed effettiva politica per risolvere il problema. Da una parte le nostre conoscenze limitate degli aspetti biologici dell’epidemiologia delle invasioni biotiche – inclusi vettori, parametri ecologici che influenzano la capacità delle specie aliene di diventare invasive, schemi di dispersione – limitano la capacità di predizione e la possibilità di sviluppare e implementare adeguate misure di gestione. D’altra parte, il problema è particolarmente complesso e comprende aspetti non biologici, come le vie di penetrazione, le tecniche agricole, le leggi sulle importazioni, le regole di management e le responsabilità a livello nazionale e internazionale.


Oggi, su 73 specie di mammiferi terrestri (esclusi cioè pipistrelli e cetacei) che vivono in Italia, 15 risultano esotiche, mentre su 484 specie di uccelli 110 non appartengono alla nostra fauna tradizionale. Le vie d’ingresso sono praticamente illimitate. Molti sono gli “evasi” da allevamenti da pelliccia (per esempio la nutria o il visone americano) o da carne (come l’anatra muta). Alcuni fuggono dalle “prigioni dorate” in cui vengono allevati come animali da compagnia, tra questi l’usignolo del Giappone, l’astrilde o il tamia. Altri vengono liberati appositamente per il piacere dei cacciatori, come il colino della Virginia e la coturnice orientale. Altri ancora, importati in nazioni confinanti, hanno attraversato autonomamente i confini italiani, è il caso del cane procione e del fenicottero cileno.
Gran parte dei mammiferi esotici che vivono in Italia è in grado di esercitare impatti significativi sui nostri ambienti. Per esempio la nutria, l’ondatra e il coniglio selvatico danno problemi per le loro attività di scavo o per il loro modo di alimentarsi, il visone americano per la predazione nei confronti di altre specie. Lo scoiattolo grigio, invece, è da tempo indicato come il colpevole della diminuzione delle popolazioni di scoiattolo rosso, con cui è entrato in competizione avendo poi la meglio. Per quanto riguarda invece gli uccelli la situazione è più tranquilla. I rischi maggiori sono rappresentati dalla capacità di incrociarsi con specie autoctone con conseguente inquinamento genetico.
[azz....ma che razzista che è questo! - NdR]
Si parla, oggi, di “epidemiologia” delle invasioni biologiche, per meglio descrivere e studiare un fenomeno che sempre di più assume le caratteristiche di una vera e propria epidemia. Per affrontare seriamente il problema è necessario un approccio olistico. Occorre incrementare le misure di prevenzione, promuovere lo studio e sviluppare metodi di controllo efficaci. Un punto critico è non solo la definizione di queste misure, ma anche la promozione di iniziative a livello globale, perché anche se avessimo i mezzi per limitare le invasioni, questi strumenti potrebbero non risultare accessibili a tutte le nazioni. E gli “alieni” ci hanno già dimostrato di non tenere in alcuna considerazione i confini politici.


Gli “alieni” in Italia
[Ecco, al di là dei buonismi che non c'entrano nulla, e al di là dei razzismi, che c'entrano ancora meno].

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sabato 8 novembre 2008

Ieri alla manifestazione:

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